Cantoterapia e neurocanto

22 Marzo 2024
cantoterapia e neurocanto

La cantoterapia, disciplina imperniata sulla voce come strumento di cura, attraverso il neurocanto, che indaga la correlazione tra cervello e azione canora, sottolinea come la scienza moderna negli ultimi venti anni ha cominciato a riconoscere ciò che gli antichi mistici hanno detto moltissimi secoli fa.

Diversi sono gli studi e le pubblicazioni scientifiche a livello internazionale che dimostrano gli effetti benefici del canto e della musica sull’organismo.

E’ ormai assodato che il canto mette in contatto con l’emisfero destro che contribuisce alle funzioni creative, intuitive, immaginative; rallenta l’invecchiamento del cervello; aumenta la produzione di ossitocina rilasciata dall’ipofisi; diminuisce ansia e stress liberando dalle preoccupazioni; potenzia la respirazione incrementando il flusso di ossigeno; promuove il rilassamento muscolare; migliora il tono dell’umore.

Leggi anche Ossitocina, cortisolo, testosterone in risposta al canto di gruppo.

 

Il primato del canto rispetto alla musica

A tal riguardo Mirella De Fonzo, ricercatrice e fondatrice del Centro di Neurocanto, nel libro Cantoterapia e neurocanto, scritto a quattro mani con Claudia Pastorino, sottolinea addirittura il primato del canto rispetto alla musica:

Il circuito dunque concepito dal canto non può essere pareggiato dalla musica che raggiunge il nostro organismo dall’esterno. Nonostante la musicoterapia inneschi meccanismi che raggiungono le onde cerebrali e inducono ad uno stato di benessere con attivazione di endorfine e di altri ormoni, facilitatori della metamorfosi umorale, la trasformazione indotta dall’azione canora non solo può raggiungere anche’ essa il nostro orecchio da fuori, per via dell’ascolto dei nostri stessi vocalizzi, ma permette ben altre attivazioni, assolutamente funzionali per tutti gli organi del corpo e per i sistemi che si influenzano tra loro in combinazione con l’attività cerebrale.

Il canto all’interno degli ospedali

Il canto si rivela essere un ottimo alleato nell’ambito terapeutico all’interno degli ospedali. Chiunque nel contesto ospedaliero può farne esperienza a prescindere dalle proprie abilità canore, cognitive, linguistiche.

E’ scientificamente appurato che la promozione di attività canore dentro gli ospedali produce effetti migliorativi non solo sullo stato psicologico del pazienti, ma anche degli stessi medici, infermieri e oss.

  • Il canto crea relazione,
  • rafforza il senso di appartenenza,
  • facilita la comunicazione delle emozioni,
  • rilassa, ingentilisce l’animo,
  • allevia ogni sofferenza,
  • offre conforto e sostegno,
  • aiuta a uscire dall’isolamento.

Lo hanno compreso molto bene i partecipanti del Longwood Chorus (composto da studenti, medici, ricercatori) che settimanalmente si riuniscono per prevenire di-stress e burn-out.

 

Gli studi scientifici sui benefici del canto

Senza dubbio nuovi studi aiuteranno a conoscere sempre meglio il funzionamento del cervello e del sistema nervoso, e i modi in cui musica e canto lo influenzano. Di fatto, la maggior parte delle ricerche che indagano i benefici del canto e della musica provengono in primis dall’America. E in Italia non sono ancora tantissimi gli ospedali all’interno dei quali la cantoterapia opera a fianco della medicina tradizionale, se paragonati con altre aree geografiche.

Sicuramente è una realtà che sta prendendo progressivamente corpo; vedi ad esempio:

  • il FuckCancer Choir coro piemontese che coinvolge pazienti oncologici, caregiver e operatori sanitari;
  • Paola Matera la dottoressa che canta nei reparti dell’ospedale di Biella;
  • il Coro di voci bianche di Parma che ha intonato canti popolari per i bambini e il personale medico dell’Ospedale Maggiore;
  • Emiliano Toso, biologo molecolare e musicista, che ha suonato nella sala operatoria del reparto di neurochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona per l’intervento di un bambino.

Ma ancora manca una cultura che riconosca appieno l’interazione tra scienza medica e artiterapie.

 

Confido che la cantoterapia venga pienamente utilizzata come strumento di prevenzione e riabilitazione a fianco della medicina scientifica. Il lavoro cantoterapico aiuta davvero a stare fisicamente bene, ed è sicuramente di grande aiuto alla crescita personale, alla tua maturazione psicologica ed emotiva.

 

Cosa rappresenta per te il canto? Scrivimi una mail a info@elisaborchini.it per raccontarmi il tuo rapporto con la voce e scopriamo insieme come farla rifiorire.

E se vuoi rimanere in contatto con me iscriviti alla mia newsletter, potrai scaricare Loto, 5 passi verso l’armonia interiore, la guida in regalo per te che si prende cura del tuo benessere.

A presto.

Elisa

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Ciao! Sono Elisa e sono Cantoterapeuta. Sempre in cerca di storie da ascoltare, trovo felicità nelle piccole cose. E conduco persone incantevoli come te per farle rifiorire attraverso la voce e la creatività. Leggi di più...

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