Ti ho parlato di quanto sia fondamentale riscaldare la voce prima di cantare o di parlare in pubblico per stancare di meno le corde vocali. Ora voglio suggerirti alcuni consigli utili a raffreddare la voce.
Defaticare la voce dopo una performance vocale significa riportarla da una condizione di sforzo a una condizione di normalità. Per passare dal cantato al parlato senza traumatizzare la voce bastano davvero pochi minuti.
Qualche accorgimento
- Quando raffreddi la voce adopera i toni medi e gravi, emettendoli a bocca chiusa.
- Massaggia il collo, muovi la testa, inclinala e ruotala a destra poi a sinistra per eliminare le tensioni.
- Muovi le braccia, sciogli le contratture delle spalle, apri la bocca, sbadiglia per distendere gola, laringe e i muscoli della mandibola.
- Nella fase del riscaldamento si parte da piccoli vocalizzi leggeri per salire sempre più.
- Nel raffreddamento invece si comincia dai toni più alti, quelli che si sono sostenuti durante la performance vocale, per scendere gradualmente a toni più moderati, sempre più vicini al parlato.
Come defaticare la voce
Canta una delle canzoni che hai cantato durante la performance con la stessa intensità con cui l’hai eseguita durante il concerto, e piano piano cantala in maniera sempre più rilassata.
Dopodichè fai vocalizzi che partono da note acute e note che via via scendono fino ad arrivare alle note più comode del tuo registro.
Se hai parlato in pubblico scegli semplicemente una canzone che ti piace. Vocalizza con la bocca chiusa partendo da note acute e arrivando alle note più basse.
Bevi molta acqua a temperatura ambiente per mantenere la gola e le corde vocali idratate.
Ricorda che non è possibile affrontare il lavoro vocale senza riscaldamento ed è controproducente, a fine lavoro, non raffreddare la voce!
Cosa ne pensi di questi esercizi? Se vuoi lavorarci con me scrivi a info@elisaborchini.it per fissare una call conoscitiva.
Una frase e una canzone per brillare
Poesia la distanza più breve tra due esseri umani.
Lawrence Ferlinghetti, Poesia come arte che insorge
Ti sorrido.
Elisa





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