Demetrio Stratos nasce ad Alessandria d’Egitto da genitori greci nel 1945. Polistrumentista, cantante dei Ribelli dalla seconda metà degli anni sessanta ai primi anni settanta, e successivamente degli Area, gruppo musicale colto e raffinato, che fonde rock progressive, jazz, musica elettronica e musica etnica.
Alla fine degli anni settanta decide di dedicarsi al canto da solista concentrandosi sulla sperimentazione e la ricerca vocale. Metrodora è il primo album per sola voce, dove il suo modo di comunicare implica un uso della voce sempre più svincolata dai significati verbali.
Per Demetrio Stratos La voce è femmina, è dono di madre, strumento che permette di riconoscere se stessi e di legittimare la propria esistenza nel mondo.
Gli studi sull’apparato fonatorio tra Italia e America
Presso il CNR, Centro studio per la ricerca fonetica dell’Università di Padova, nella seconda metà degli anni settanta, per due anni, studia l’organo fonatorio e le sue possibilità espressive.
L’équipe medica che lo affianca osserva che Demetrio è in grado di produrre due suoni contemporaneamente, persino tre suoni diversi, raggiungendo frequenze impensabili. Si tratta di suoni che rimandano ai canti armonici dei monaci tibetani, e ai canti della Mongolia e della Siberia.
Anche in America prosegue gli studi sull’apparato fonatorio presso il Centro di musica sperimentale dell’Università di San Diego in California. Collabora, inoltre, con John Cage, uno dei massimi esponenti della musica sperimentale.
Il suo approccio
Cantare la voce è l’ultimo album pubblicato quando Demetrio è ancora in vita. La sua ricerca va sempre più a scoprire dei significati diversi ai suoni, alla stessa stregua di altri straordinari cantanti che come lui si occupano di sperimentazione vocale: Meredith Monk (tra le mie cantanti predilette), Diamanda Galas, Joan La Barbara, Cathy Berberian, Yma Sumac… Il suo approccio è:
- scientifico in quanto si avvale delle ricerche in ambito foniatrico;
- psicoanalitico nella misura in cui si interessa di fare luce sul rapporto tra linguaggio e psiche;
- etno-musicologico perchè apre interrogativi sul modo di cantare degli altri popoli.
Questo lavoro di ricerca lo svolge prevalentemente all’estero, dato che in Italia manca un’educazione musicale che supporti la sperimentazione vocale. Demetrio stesso nel corso di un’intervista rilasciata nel 1978 afferma:
Anche dall’organizzazione politica e culturale la musica è ancora considerata solo come divertimento. Fuori dall’Italia invece la musica è considerata una cosa estremamente seria. In Olanda per esempio otto persone su dieci suonano uno strumento o si occupano di musica. Qui da noi non c’è una cultura alla base. Di fatto, duecento anni fa eravamo più avanti di tutti, abbiamo fornito al mondo dei grossi musicisti, poi ci siamo fermati.
Stratos è tra le voci canore che non potrò mai stancarmi di ascoltare. La sua weltanschauung musicale mi fa sentire verso casa. In qualche maniera mi ricorda Bartleby, l’enigmatico, fugace scrivano di Melville, frammento celeste in dono all’umanità, lontano dai sentieri del senso comune, dalle logiche di pensiero prestabilite.
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Una frase per brillare
Sento vibrare la tua voce in tutti i suoni del mondo.
Paul Eluard, dalla poesia La tua bocca dalle labbra d’oro
A presto.
Elisa





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