Shri Vemu Mukunda, il suono che cura

3 Ottobre 2025

Nelle culture antiche di tutto il mondo il suono e il canto erano mezzi per la cura della persona che collegavano l’essere umano con il mistero delle forze creatrici.

La cantoterapia, attingendo dal patrimonio musicale orientale e dal patrimonio musicale occidentale, ha ben compreso il potere di autoguarigione connaturato alla voce. Insegna che il canto è la via per ritrovare e conoscere ontologicamente chi davvero sei, è lo strumento che ti ricongiunge spiritualmente al mondo e ti restituisce una visione complessiva della tua interiorità, riunificando corpo, mente e spirito.

Vemu Mukunda, così come Demetrio Stratos, di cui ti parlo in un altro articolo, ha studiato a lungo gli effetti del suono, rivelando, in maniera affine alla cantoterapia, un modo diverso di intendere la musica rispetto a come viene concepita nel mondo occidentale, che la adopera principalmente come strumento di svago e intrattenimento. Proviamo a conoscerlo meglio.

 

Shri Vemu Mukunda

Nasce in India nel 1929. I suoi studi musicali attingono dal sapere classico hindustano (Nord dell’India) e karnatico (Sud dell’India). Suonatore di vina, strumento a corde dell’India del Sud, dopo la laurea si stabilisce in Inghilterra dove lavora come fisico nucleare.

Decide poi di abbandonare la professione per tornare nella sua terra natia e dedicarsi interamente allo studio e alla pratica della musica. Viaggia in Tibet, negli Stati Uniti, tiene conferenze e seminari in alcuni paesi europei (Italia, Inghilterra…), nel corso dei quali indaga il potenziale terapeutico e spirituale del suono, i suoi effetti sulle emozioni, sulla mente, e sul corpo.

Attraverso la lettura di alcuni testi hindu, in particolare il Sama Veda (il IV libro che compone i Veda) e le Upanishad (posteriori ai Veda), riscopre il Nada Yoga, ideando un personale metodo musicoterapeutico, che promuove l’armonizzazione dell’essere umano con se stesso e l’ambiente in cui vive. Il suono per Vemo Mukunda è il sentiero per ritrovare la spiritualità e il benessere.

 

La sillaba AUM

Le sue tecniche insegnano a usare correttamente il mantra AUM. Cantare la sillaba sacra AUM, con un’altezza e un’intonazione specifiche, ha un effetto terapeutico e trasformante. Ogni giorno infatti accumuli emozioni che possono rimanere bloccate, e che è possibile raggiungere e modificare attraverso un uso mirato del suono.

Anche nella Scuola Italiana di Cantoterapia, dove mi sono formata, viene insegnata la meditazione vocalizzata dell’AUM, grazie alla quale la persona sperimenta l’effetto curativo delle vibrazioni prodotte dall’azione canora all’interno dell’organismo. Citando un passaggio di Claudia Pastorino in La cura del canto:

La cantoterapia  e l’antica tecnica meditativa vocalizzata dell’AUM si incontrano in un dialogo canoro tra Oriente e Occidente.

 

La nota tonica

Il metodo musicoterapico di Vemu Mukunda, inoltre, riscopre ed esplora la nota tonica personale, che costituisce il tratto distintivo di ogni essere umano. Quando a causa di un’emozione negativa ti allontani da questa frequenza, l’equilibrio psico-fisico ne risente.

A ogni suono-base corrisponde un preciso tratto psicologico. Individuare la tua tonica ti consente quindi di conoscere le tue inclinazioni e ti aiuta ad integrare tutte le tue parti, anche quelle ombra.

Similmente, la pratica cantoterapica, accedendo alle aree dell’inconscio, permette di liberare gli stati d’animo negativi che possono causare disturbi psico-fisici.

 

Tra scienza e tradizione

Vemu Mukunda, musicista, ricercatore spirituale e fisico nucleare, ha offerto al mondo occidentale tecniche di autocura, che provengono dall’antico patrimonio musicale hindu, su basi assolutamente scientifiche.

Torniamo al suono, diceva ai suoi allievi, allontanandoci dalla vibrazione originaria e creatrice ci siamo persi e ci siamo scollegati dalla nostra fonte di energia spirituale.

Non dobbiamo dimenticare che la musica in India è stata adoperata a lungo per il benessere psicofisico della persona. Le veniva attribuita grande importanza a partire dalla vita intrauterina. Si pensava che ascoltare la musica, cantare, suonare uno strumento, preparasse corpo e psiche ad affrontare le vicissitudini della vita.

 

Se hai qualche domanda scrivimi una mail compilando il form nella mia pagina contatti.

 

Una frase e una canzone per brillare

La musica non può esistere senza il suono. Il suono esiste di per sè senza la musica. E’ il suono ciò che conta.

Renzo Cresti, su Giacinto Scelsi – Viaggio al centro del suono.

Giacinto Scelsi, Dolce, meditativo

 

Un caro saluto,

Elisa

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